RIFIUTI: DA MARZO NUOVE SOGLIE
3 gennaio 2009 12 : 15
L’entrata in vigore del Piano Rifiuti Urbani Biodegradabili promosso nell’ambito del decreto legislativo 36 del 2003 è stata prorogata di un anno (per la terza volta consecutiva) dal Ministero dell’Ambiente. Il Piano, che prevede la riduzione del conferimento dei biodegradabili (carta, cartone, organico, verde, legno indumenti, rifiuti che incidono per il 65% circa) in discarica, per gli undici comuni dell’Ato Tp2 e il comune di Marsala (che conferiscono nell’invaso di Campobello) sarà, invece, applicato dall’1 marzo. La Provincia Regionale di Trapani ha stretto i tempi rispetto alla proroga del Ministero e per la discarica di contrada Campana-Misiddi applicherà le prescrizioni previste già a partire dall’1 marzo. Secondo quanto previsto dal Piano in discarica non potranno più finire rifiuti urbani biodegradabili in quantità superiore a 173kg/anno per abitante. Ciò significa che sarà necessario fare un’ottima raccolta differenziata, in caso contrario, se si dovesse superare il limite, i rifiuti dovranno essere dapprima trattati.
A firmare l’ordinanza è stato mercoledì sera il presidente della Provincia, Mimmo Turano e gli uffici hanno provveduto a notificarla alla Belice Ambiente Spa, gestore della discarica dove attualmente vengono conferiti i rifiuti solidi urbani degli undici comuni dell’Ambito e del comune di Marsala (appartenente all’Ato Tp1). Secondo i dati di raccolta, attualmente la Belice Ambiente Spa è a quota 220kg/anno, a differenza della città di Marsala che, analizzando i dati in possesso alla società, supererebbe anche i 400kg/anno per abitante. Chi, dall’1 marzo, conferirà nella discarica di contrada Campana-Misiddi a Campobello (la cui apertura è stata prorogata di altri sei mesi, ndr) e non rientrerà nel parametro consentito dal decreto, dovrà dunque ricorrere a vie alternative: o conferire in altre discariche oppure trattare dapprima i rifiuti in impianti di selezione, che sono pochi in Sicilia occidentale e, tra l’altro, di modeste dimensioni.
Fonte: www.avvenire.it