Ato, la macchina mangiasoldi
13 settembre 2009 22 : 3
Assunzioni inutili come a Palermo, cda pagati per anni per non fare nulla come a Trapani, Ragusa e Siracusa, tariffe aumentate del 200 per cento a Catania e politici che si sono improvvisati manager a Enna. Il tutto sempre a spese dei contribuenti e a danno del servizio, con sacchetti di spazzatura che in mezza Sicilia si accumulano per giorni nelle strade e raccolta differenziata che vede lŽintera Isola ai livelli della sola città di Torino. Ecco come la macchina mangiasoldi degli Ato rifiutiEb old in appena quattro anni ha accumulato debiti per oltre un miliardo di euro. Il caso più eclatante, che mette insieme inefficienza e buchi di bilancio, è quello dellŽAto 4 di Palermo, il Coinres. Gestito sempre da politici, fino al 2008 dallŽassessore provinciale del Pdl, Raffaele Loddo, lŽAto ha accumulato debiti per 22 milioni.

Il motivo? In primis, le assunzioni: nel 2004 gli addetti alla raccolta nei 22 Comuni del Coinres erano 180, nel 2006 sono diventati 370 e oggi sono 500. Tra questi sono spuntati figli di consiglieri comunali, sindaci e assessori. I conti adesso non tornano più, lŽAto non riesce a pagare i netturbini e nel frattempo i Comuni, che per la raccolta della spazzatura prima dellŽavvento dellŽAmbito pagavano 19 milioni di euro, oggi ne spendono 39.

Non va meglio sul fronte della Sicilia Orientale. SullŽorlo del fallimento è lŽAto Simeto Ambiente, di cui fanno parte tra gli altri i Comuni di Belpasso, Biancavilla e Adrano: gestito sempre da politici, come lŽex capogruppo dellŽMpa alla Provincia, Domenico Galvagno, o lŽex assessore di An Andrea Castelli, lŽAto ha debiti per oltre 120 milioni di euro. Costituito nel 2002, sono stati assunti 14 funzionari che adesso non fanno praticamente nulla perché il servizio è stato esternalizzato a una società esterna per 125 milioni di euro, il consorzio dŽimprese Simco, che ha altri 520 dipendenti. Per poter pagare il consorzio, lŽAto ha incrementato la tassa sui rifiuti ai cittadini del 200 per cento, ma i Comuni non riescono a riscuoterla e lŽevasione è a livelli altissimi.

La differenziata? Difficile che in questo Ato possa essere incrementata: della Simco, che si occupa della raccolta, fa parte la Oicos, che a sua volta gestisce la discarica più cara della Sicilia, quella di Motta SantŽAnastasia. Non va meglio nellŽAto di Agrigento, guidato fino a qualche mese fa dal cuffariano Gaetano Mancuso. Questo Ambito ha al suo interno una trentina di dipendenti, tra cui 5 ingegneri, un architetto e un avvocato, che costano per stipendi 250 mila euro al mese. Di cosa si occupano? Di nulla, perché lŽAto ha esternalizzato non solo il servizio di raccolta al costo di 3 milioni di euro allŽanno, ma anche la gestione del personale, quella contabile e lŽorganizzazione della sicurezza.

Risultato? I debiti che si è trovato davanti il nuovo amministratore, Francesco Truglio, sono arrivati a quota 32 milioni di euro. Non mancano poi i casi di Ato che non si occupano del servizio di raccolta, gestito ancora dai Comuni, ma che garantiscono sempre assunzioni e poltrone dŽoro nei cda. Qualche esempio? Dal 2004 è in vita lŽAto Terre dei Fenici, che solo dal primo settembre scorso, però, gestisce la raccolta in tre Comuni e fino ad oggi è costato solo di compensi per i cda 150 mila euro allŽanno. Lo stesso discorso vale per Palermo Ambiente, visto che tutto il servizio rifiuti in città è in capo allŽAmia.

Altri cda pagati per non fare nulla sono quelli di Ragusa e Siracusa, due Ato che esistono sulla carta ma che non gestiscono nulla, o quasi. E se allŽAto di Messina sono stati licenziati 18 dipendenti, assunti senza motivo e che poi erano sempre assenti, a Enna hanno dato prova di grande fantasia: qui lŽAto, in passato guidato direttamente dal deputato del Pd Vladimiro Crisafulli, ha esternalizzato il servizio a un consorzio di Comuni, gli stessi che fanno parte dellŽAto, duplicando così i cda.Risultato? Debiti alle stelle e spazzatura per strada.





Fonte: www.rebubblica.it
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