In Itinere
Alcune delle iniziative portato avanti da Mosaico sono ancora in corso.
Questa pagina è aggiornata costantemente con lo stato dell'arte delle questioni
più importanti.
Bollette
Belice Ambiente ha tentato, a più riprese, di recapitare ai cittadini i
bollettini postali, a pretesa dei costi per lo smaltimento dei rifiuti.
La bolletta che è arrivata l'anno scorso a casa dei contribuenti è un invito bonario
con cui si chiede al contribuente di pagare per la raccolta dei rifiuti
solidi urbani.
Al momento chi NON volesse pagare quel tipo di bolletta, nel pieno rispetto della legge, non incorre in alcuna sanzione.
Diversa è la situazione per chi ha ricevuto, da pochi giorni, le cartelle esattoriali da SERIT per il pagamento della Tariffa d’igiene ambientale (Tia) relativa al 2005. Queste sono facilmente identificabili per la presenza di un lato quasi del tutto nero.
Consigliamo ai cittadini di firmare per accettare la cartella e NON rifiutarla. Ricordiamo che ciascun cittadino dovrà poi decidere, entro sessanta giorni dal ricevimento, se pagare o fare ricorso.
Secondo il Comitato, le ragioni per fare opposizione rimangono tuttora fondate.
Nei vari Comuni interessati i responsabili del comitato MoSAICo indicheranno più avanti le modalità per la predisposizione dei ricorsi.
Mi manda RaiTre.
A seguito di una segnalazione ad opera del comitato Mosaico, Mi manda Raitre, nella puntata del 23/12/05, si occupa della questione Belice Ambiente. In studio a Roma, Giuseppe De Simone assieme ai rappresentanti istituzionali dell'ATO e dei Comuni coinvolti. In diretta esterna, dalla piazza XV gennaio 1968 di Gibellina, i rappresentanti di Mosaico e centinaia di cittadini degli undici Comuni dell'ATO TP2. È stato sicuramente l'apice della popolarità per Mosaico. Attualmente siamo in contatto sia con Chiara Zammitti della redazione Rai, la quale non esclude un possibile sequel, sia con gli esperti della trasmissione che ci supportano nell'azione tecnico-legale.
Procedura d'infrazione UE
Con una lettera di messa in mora del 12 ottobre 2006, la Commissione europea ha avviato una procedura d’infrazione (caso 2006/4420) nei confronti della Repubblica Italiana in relazione alla gestione del ciclo dei rifiuti da parte della Belice Ambiente SpA, contestando all’Italia la violazione della direttiva 92/50/CEE, che riguarda le procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di servizi, e degli articoli 43 (diritto di stabilimento) e 49 (libertà di prestazione dei servizi) del Trattato CE, L’iniziativa dell’esecutivo comunitario è partita a seguito di una denuncia inviata il 19 gennaio 2006, da Giuseppe De Simone, componente del Comitato Mosaico. La lettera di messa in mora rappresenta solo il primo momento di un lungo processo amministrativo che potrebbe portare, attraverso diverse fasi, le diverse parti interessate davanti alla Corte europea dei Giustizia.
A seguito della denuncia di Mosaico e della messa in mora comunitaria, la Società d’ambito è stata costretta a modificare lo statuto societario per inserirvi un ”comitato di controllo” all’interno del quale i Sindaci fanno valere le ragioni dei Comuni soci.
Interrogazione parlamentare dell'on. Fundarò
Massimo Fundarò, deputato dei Verdi, ci ha affiancati in corso d'opera. Mosaico e i Verdi hanno tenuto, il 24 novembre 2006, una conferenza stampa congiunta nella sala “ex – Giunta” del Palazzo della Provincia regionale di Trapani, per annunciare la procedura d'infrazione UE contro Belice Ambiente.
L'onorevole Fundarò ha anche presentato un'interrogazione al Parlamento italiano per informare il Governo sulla gestione dei rifiuti nell'Ato TP 2. Lo stesso deputato ha chiesto all'esecutivo Prodi di intervenire a favore del ripristino dei diritti dei cittadini. La gestione dell'interrogazione è ancora in corso.
Ed alla Camera dei Deputati, nella seduta dell’11 dicembre scorso, si è tornato a parlare di Belice Ambiente Spa con un’interrogazione dei deputati Cristaldi e Marinello. leggi la news dal sito di Mosaico
TAR
I legali di Belice Ambiente S.p.A. hanno impugnato, dinanzi al TAR, l'atto di indirizzo con il quale i Consigli comunali di Gibellina e Santa Ninfa stabilivano i criteri per il calcolare la Tariffa Igiene Ambientale sui propri territori.
Il Tar ha dato ragione ai Comuni di Santa Ninfa e Gibellina circa la competenza a determinare la tariffa di igiene ambientale relativamente al 2005. Il Tribunale amministrativo regionale ha, di fatto, con la Sentenza 2290 del 25/10/2007 respinto il ricorso che era stato presentato dalla società d’ambito (Ato) contro le deliberazioni dei Consigli comunali di Santa Ninfa e Gibellina, i quali, nel marzo del 2006, avevano approvato, dietro vibranti proteste dei cittadini, una delibera relativa alla determinazione dei criteri per l’applicazione della Tia (la tariffa di igiene ambientale che aveva sostituito la Tarsu) per il 2005. Secondo i consessi civici, infatti, la competenza a determinare la tariffa non era della società d’ambito, ma dei comuni. La polemica era nata in seguito all’aumento spropositato della tariffa.Secondo la tariffa stabilita dai Consigli comunali, il costo reale del servizio era di circa il trenta per cento in meno rispetto a quanto richiesto da Belice Ambiente.
A seguito di tale sentenza, la Belice Ambiente ha ritirato le cartelle esattoriali emesse per il 2005.
Petizione al Parlamento europeo
Il Parlamento europeo, commissione per le Petizioni, sta esaminando una richiesta inviata, il 31 gennaio 2006, dal Comitato MOSAICO per la verifica del rispetto del diritto comunitario e dei diritti degli utenti da parte della Belice Ambiente. Dopo averla dichiarata ammissibile, la commissione Petizioni ha inviato la petizione - registrata al n. 179/2006 - anche alla Commissione europea, che ha informato - in data 10/11/2006 - l'Assemblea dei deputati europei della procedura d'infrazione.
Procedura dell'Antitrust Italiano
L'autorità garante per la concorrenza ed il mercato ha ricevuto una richiesta di intervento da parte di MOSAICO. Gli organi interni all'Autorità stanno vagliando i documenti inviati dal Comitato.
Dopo la denuncia del Comitato Mosaico all’Autorità garante per la concorrenza e il mercato, nuove ombre coprono la Regione Sicilia per quanto concerne tre casi di affidamento di servizi idrici e ambientali avvenuti. La segnalazione dall’Autorità di vigilanza della concorrenza e dei mercati, partita a seguito delle diverse segnalazioni pervenute da parte di enti e associazioni, riguarda la gestione dei servizi d’igiene ambientale da parte nell’Ambito Territoriale Ottimale Trapani 2; l’affidamento del servizio idrico integrato nell’Ambito Territoriale Ottimale n. 8-Siracusa; l’affidamento del servizio idrico integrato effettuato dal Consorzio Ambito Territoriale Ottimale 2-Acque Catania.
L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, nell’esercizio dei poteri di segnalazione di cui all’articolo 22 della legge 10 ottobre 1990, n. 287, ha pubblicato la segnalazione nel Bollettino n. 42 dello scorso 11 dicembre, entrando nel merito di ogni punto ed in particolare:
per quanto concerne l’ATO Trapani 2, si fa riferimento alla gestione dei servizi d’igiene ambientale da parte della società Belice Ambiente S.p.A., sulla base di un affidamento non rientrante in nessuna delle tipologie previste dalla legge. Tale impresa, che risulta essere a capitale interamente pubblico e partecipata da una pluralità di enti locali ricompresi nell’ATO Trapani 2, ha infatti ottenuto l’affidamento dei servizi secondo modalità in house sulla base di una delibera non dei singoli Comuni - ovvero da un’eventuale autorità di ambito rappresentante i diversi enti locali - bensì dall’assemblea dei suoi stessi soci, ma in veste di partecipanti a un’impresa di natura privatistica.
Come evidenziato dall’Autorità nella segnalazione, i casi sopra esposti riguardano la questione del debito perseguimento di un assetto dei servizi pubblici rispettoso della concorrenza, in vista di gestioni più efficienti ed economiche, alla luce, facendo particolare attenzione al primo caso, di quanto disposto dall’articolo 23-bis della legge 6 agosto 2008, n. 133, ove si sottopongono gli affidamenti secondo modalità in house a un giudizio di più rigorosa legittimità e opportunità (v. commi 3 e 4), e più in generale tenuto conto della necessità che le procedure di gara determinino a tutti gli effetti il miglior confronto concorrenziale per l’affidamento di servizi pubblici.
La segnalazione dell’Autorità si è conclusa con l’auspicio che tali evidenti infrazioni inducano gli enti competenti a un’accurata revisione di quanto in precedenza provveduto in materia di affidamenti di servizi pubblici locali di rilevanza economica, al fine di pervenire a un impianto più trasparente e uniforme della disciplina a livello nazionale.
Petizione al presidente della Repubblica Napolitano
Anche il presidente della Repubblica è stato informato, a gennaio 2006, di quanto sta accadendo sul territorio del Belice. Lo stesso presidente ha inviato il materiale ricevuto da Mosaico ai suoi organi sul territorio (Prefettura, arma dei Carabinieri) per essere tenuto costantemente informato sugli sviluppi della situazione.

